La protesi al ginocchio, più correttamente definita artroprotesi di ginocchio, è un dispositivo medico impiantato chirurgicamente per andare a sostituire le superfici articolari danneggiate dell’articolazione, con l’obiettivo di ridurre il dolore e migliorare la funzionalità del ginocchio.
L’intervento viene consigliato a persone oltre i 60 anni, affette da patologie articolari degenerative, in particolare l’artrosi in fase avanzata, che compromettono la mobilità e riducono in modo significativo la qualità di vita.
Il ginocchio è l’articolazione intermedia dell’arto inferiore ed è fondamentale per la deambulazione, poiché trasferisce i carichi dal femore alla tibia e supporta sollecitazioni elevate. È un complesso articolare mobile composto dall’articolazione femoro-rotulea e femoro-tibiale; le superfici articolari sono rivestite da cartilagine, che consente un movimento fluido e riduce l’attrito.
La stabilità del ginocchio è garantita da diverse strutture. Tra queste vi sono i legamenti crociati (anteriore e posteriore), che controllano la stabilità antero-posteriore, e i legamenti collaterali (mediale e laterale), che stabilizzano l’articolazione sul piano laterale.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dai muscoli, in particolare il quadricipite femorale, i muscoli ischiocrurali (semitendinoso, semimembranoso e bicipite femorale) e il gastrocnemio.
Il ginocchio permette movimenti di flesso-estensione, mentre la rotazione è possibile solo quando l’articolazione è in posizione flessa.
La protesi al ginocchio viene indicata in pazienti con artrosi di severa o altre patologie degenerative che causano dolore persistente, limitazione funzionale, deformità articolari (come il varismo), perdita di cartilagine articolare e formazione di osteofiti.
In generale, prima di ricorrere all’intervento chirurgico, si tenta un approccio conservativo, che può includere la fisioterapia, la terapia farmacologica e le infiltrazioni.
In base al grado di compromissione articolare si può procedere alla sostituzione di una o più componenti dell’articolazione.
La protesi monocompartimentale viene usata quando la degenerazione è limitata solo a un compartimento (mediale o laterale) mantenendo l’integrità legamentosa e un corretto allineamento articolare.
Nei casi di artrosi avanzata che coinvolge tutti i compartimenti, si ricorre invece alla protesi totale, con la sostituzione le superfici tibiali e femorali. Se anche la superficie articolare della rotula risulta danneggiata, può essere effettuato un rivestimento protesico.
La riabilitazione non inizia dopo l’intervento, ma prima, e prosegue per diversi mesi nel periodo post-operatorio. Questo percorso è fondamentale per il successo della protesi.
La fisioterapia pre-operatoria non ha lo scopo di guarire la patologia, ma di preparare il paziente all’intervento, migliorando la condizione muscolare e funzionale e fornendo indicazioni utili per il periodo successivo all’operazione.
Dopo l’intervento, il recupero segue obiettivi graduali che accompagnano il passare del tempo.
La protesi al ginocchio aiuta soprattutto a ridurre il dolore e a migliorare il movimento, permettendo a molte persone di tornare alle normali attività quotidiane. Tuttavia, questa non sostituisce completamente un ginocchio naturale e alcune limitazioni possono persistere, soprattutto nei movimenti più impegnativi.
Affrontare l’intervento con consapevolezza, pazienza e costanza nel percorso riabilitativo consente di ottenere i migliori risultati. Devi solo affidarti ai tuoi professionisti di fiducia!


